In Patagonia parlare di luoghi di pesca “più o meno belli” è molto difficile, ma c’è sempre un fiume, un torrente che ti emoziona più di altri: l’Arroyo (piccolo fiume) El Quieto ha questo potere su di me; sono anni che ci pesco e ogni volta mi incanta come fosse la prima volta.
Il suo lento scorrere in una piccola vallata in un paesaggio mozzafiato, con mucche e cavalli che pascolano allo stato brado, quantità e varietà di uccelli acquatici, gli immancabili Tero (tipico uccello patagonico) che controllano ogni tua mossa per difendere il loro nido nascosto lì da qualche parte, ma, soprattutto, la totale solitudine in cui si trova, lo rendono un posto unico.

Pesca a mosca, Pesca in Patagonia
Un chalk stream idilliaco in cui vivono grosse e furbe (molto furbe … !) fario o marròn come le chiamano in Argentina: è questa la parte più interessante per noi pescatori !!!
Risalgono dal lago dove si immette l’arroyo, che per la totale, o quasi, mancanza di corrente e per la grande quantità di insetti, gli permette di nutrirsi in totale tranquillità. Secondo la stagione si utilizzano piccole emergenti o grossi e succulenti terrestrials, con tippet di circa 1,5 metri, su finali conici di 9 piedi, con punte che variano dallo 0,18 allo 0,22 (si, ho scritto bene …).
La pesca si pratica a vista, si pesca il pesce non il luogo; camminando lentamente lungo la sponda si cercano le nostre prede, spesso tradite da bollate quasi invisibili.

Pesca a mosca, Pesca in Patagonia.
Una volta individuata la trota, l’avvicinarsi nel massimo silenzio ed una posa delicata, che con l’onnipresente vento patagonico è più facile a dirsi che a farsi, fanno la differenza tra il successo e la sconfitta!
Mangiate o rifiuti al rallentatore mettono a dura prova le coronarie del pescatore, anche di quello più esperto, ma, quasi sempre, pesci di taglia notevole (50 cm. di media …) e con una livrea stupenda, coronano la giornata di pesca.
L’Arroyo El Quieto si trova …, si trova …, no, questo non ve lo dico, venite a trovarmi che vi porterò volentieri!

29/12/2015 – Marco Bellucci