Pesca in patagonia

Ho sempre amato viaggiare per terre dove la natura la fa da padrona, dove la mano dell’uomo è poco presente, dove l’uomo stesso è poco presente e, soprattutto, dove si pesca.
La Patagonia racchiude in se tutte queste caratteristiche: natura incontaminata, selvaggia ed ostile, spazi infiniti, pochissimi abitanti e tante trote. Grazie al mio amico Gianni Gronchi, che vi si è trasferito e al suo invito di andarlo a trovare, nel 2008 finalmente ho coronato questo sogno; ho risposto subito positivamente e nel giro di 2 mesi, “armato” di tutto punto, sono partito per la magica meta.

Pesca a mosca in patagonia
Spesso quando si sogna troppo di un luogo, si finisce per rimanere delusi, quando le aspettative non vengono confermate dalla realtà; per me invece, la Patagonia le ha ampiamente superate fin dal mio arrivo e tutt’ora, dopo 8 anni, continua a lasciarmi senza fiato e con le lacrime agli occhi.
Terra agli antipodi e degli opposti, dove grandi laghi e cristallini fiumi confinano con infinite distese desertiche, dove il silenzio è assordante, dove il vento è così afosamente gelido, dove il nulla è tutto. Cieli limpidi color zaffiro e notti illuminate da milioni di stelle fanno da tetto a questo ultimo paradiso.
Pescando lungo i fiumi o galleggiando sulle incontaminate acque di un lago con il mio belly-boat, mi incanto ad ammirare il paesaggio mozzafiato che mi circonda: acqua trasparente, buona da bere in ogni dove; sotto i miei piedi terra bruciata dal sole e dall’onnipresente vento, tutt’intorno. Vento che non ti abbandona mai, un compagno fedele e quando raramente non soffia, ne senti perfino la mancanza!

Pesca a mosca. Patagonia.
Lo sguardo continua a spaziare sulle montagne che mi circondano e mi accorgo della totale assenza di tracce umane, uniche presenze gli animali che ti guardano con sguardo interrogativo e mi sento padrone di questo paradiso con il cuore che si riempie di gioia e, a quel punto, sento di amare profondamente questa terra!
Terra che quando vuole, sa essere anche crudele e inospitale. Negli ultimi cinque anni ci ha regalato due eruzioni vulcaniche nel raggio di 100 km, riempiendoci di cenere! Ma la Patagonia riesce a farsi perdonare subito, ed eccomi ancora qua, dopo aver spolverato casa, canne e mulinelli, a godere di questa meravigliosa terra, delle sue acque pure e cristalline e delle sue selvagge e “gorde” trote!!!

21/01/2016 – Marco Bellucci